Claudia

Photography, which I learn as a self-taught, is an expressive medium with which I immortalize and amplify emotions of my reality of “instantaneous eternal suggestion.”

Insatisfactory to the most routine work tasks and to the ruthless logic of contemporary reality, I find in photography a satisfying relief valve.

Motivated by a sort of conscious reluctance towards a ruthlessly accelerated and alienating future: “not questioning that technological evolution has merits, in a society fought between the dissimulation of being and the ostentation of having, the objects that surround us become metaphors of power, wealth and fashions through which we can affirm who we are or who we would like to be “fallback to the beautiful things of my memories, reassuring objects with a human face that speak of simplicity, beauty and refinement.

Lost their referential value, those abandoned old objects reacquire a soul, valued and ironically updated by the digital reworking in an instinctive way.

The transparent supports using light on the back, allow the lighting of the object represented obtaining an exciting aesthetic impact, find a renewed splendor and the power to talk with the new generations with the language of modern communication, in an incessant synergy of past, present and future


La fotografia è espressione di ciò che ci circonda e può essere mezzo per esprimere sentimenti, pensieri, opinioni tanto quanto un libro, una poesia o un quadro.

La fotografia, che apprendo da autodidatta, è un mezzo espressivo con il quale immortalo ed amplifico emozioni della mia realtà di “istantanea suggestione eterna.”
Insofferente alle più routinarie mansioni lavorative e alla logica impietosa della realtà contemporanea, trovo nella fotografia un’appagante valvola di sfogo.

Motivata da una sorta di consapevole ritrosia verso un futuro spietatamente accelerato ed alienante: “non mettendo in discussione che l’evoluzione tecnologica ha dei pregi, in una società combattuta fra la dissimulazione dell’essere e l’ostentazione dell’avere, gli oggetti che ci circondano diventano delle metafore di potere, ricchezza e mode attraverso i quali possiamo affermare chi siamo o chi vorremmo essere” ripiego verso le cose belle dei miei ricordi, oggetti rassicuranti dal volto umano che parlano di semplicità, bellezza e raffinatezza.

Perduto il loro valore referenziale, quei dimessi oggetti antichi riacquistano un’anima, valorizzati ed ironicamente attualizzati dalla rielaborazione digitale in modo istintivo.

I supporti trasparenti avvalendosi di luce sul retro, consentono l’accensione dell’oggetto rappresentato ottenendo un emozionante impatto estetico, ritrovano un rinnovato splendore ed il potere di interloquire con le nuove generazioni con il linguaggio proprio della moderna comunicazione, in un’incessante sinergia di passato, presente e futuro

La decisione di esporre i miei lavori in alcune mostre è sorta dal desiderio di condividere ricordi e impressioni.

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